05/07/2010
A proposito della previsione dei terremoti
Autore: Cesare Roda
Sommario:
Nella riunione del 21 Giugno 2010 il Consiglio di Presidenza di Geoitalia Fist Onlus, tenuto conto anche della richiesta del Prof. Carraro e della lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica, ha approvato all'unanimità il documento qui riportato.
Geoitalia Fist Onlus si è già occupata del Terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009 pubblicando sul numero 28 (Settembre 2009) della Rivista Geoitalia 6 articoli scientifici sull’argomento, evidenziando, tra l’altro, in forma esplicita l’impossibilità di previsioni deterministiche a breve termine dei terremoti.
Peraltro l’argomento è stato ripreso nel numero 31 della rivista Geoitalia riportando le seguenti affermazioni tratte da una intervista rilasciata dal Prof. G. Panza a Science Watch: Le predizioni a breve termine possono apparire, a prima vista, le più utili, tuttavia, per potere essere utilizzate nella attuazione delle azioni di prevenzione, le previsioni devono essere fornite con una precisione tanto alta da potersi considerare probabilmente non raggiungibile.
Attualmente la previsione dei terremoti è possibile con incertezze di varie centinaia di chilometri nello spazio e di alcuni anni nel tempo, previsioni evidentemente non sufficienti per un allarme rosso, ma sufficienti per predisporre azioni che possono ridurre i rischi.
I contributi scientifici sono l’unico strumento che può permettere di affinare le metodologie di valutazione dei precursori dei terremoti.
Geoitalia Fist Onlus conviene pertanto con le argomentazioni esposte nella lettera aperta sottoscritta da numerosi ricercatori sul fatto che anni di ricerca in tutto il mondo hanno mostrato che al momento non esiste alcuna metodologia scientifica per effettuare affidabili predizioni di terremoti a breve termine per le esigenze di protezione civile al fine di intraprendere rapidamente misure di emergenza.
La comunità sismologica internazionale ha riconosciuto da molto tempo che il miglior approccio per proteggere la popolazione da terremoti catastrofici non è tramite la predizione, ma operando sulla mitigazione del rischio e l’applicazione di misure appropriate di sicurezza affinché gli edifici non crollino. A questo riguardo, la predisposizione di mappe della pericolosità sismica, cioè le stime sulla probabilità di eccedenza di valori predefiniti del moto del terreno per un certo periodo temporale in una determinata zona, forniscono le specifiche da adottare nelle norme di costruzione al fine di evitare crolli di edifici e le loro conseguenze.
L’Italia è un paese altamente sismico. La mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale, che riassume decenni di ricerche sui terremoti e sui loro effetti e che è stata completata nel 2004. è il risultato del lavoro di molti scienziati e, oltre ad essere considerata una delle migliori in Europa, è stata adottata come base per la redazione delle Norme Tecniche per le Costruzioni (GU n.29 del 04/02/2008). La mappa di pericolosità dovrebbe essere vista come il contributo fondamentale fornito al loro Paese dagli scienziati italiani che si occupano di terremoti.
Le mappe di pericolosità sismica devono essere usate anche per trasferire alla popolazione i concetti di base di pericolosità, consapevolezza e preparazione al fenomeno terremoto. Una coscienza sempre maggiore della pericolosità e del rischio sismico dovrebbe inoltre incoraggiare ulteriori azioni di prevenzione da parte delle autorità locali e nazionali.
Istruzione, consapevolezza, preparazione e interventi di rinforzo preventivo degli edifici sono al momento gli unici strumenti per mitigare l’impatto dei futuri terremoti catastrofici che ineluttabilmente si verificheranno in Italia.
Geoitalia Federazione Italiana di Scienze della Terra Onlus sollecita il governo italiano, le autorità locali e tutti coloro che hanno la responsabilità di decidere, a promuovere ed attuare programmi a carattere locale e nazionale a supporto della valutazione e mitigazione del rischio sismico.


M. Rainis